OGGI
La TERAPIA
CON IL MEZZO DEL CAVALLO (T.M.C.) si
può considerare come un complesso di tecniche
rieducative agenti per il superamento del danno
sensoriale, cognitivo e comportamentale
attraverso un'attività ludico-sportiva che ha
come mezzo il cavallo.
Ipotizzando in termini di "modello"
l'azione cinetica e dinamica operata dal cavallo
e al relativa controreazione operata dal bambino
cerebropatico sui tre assi dello spazio si
evidenzia la necessità di movimenti
anticipatori, di orientamento e di adattamento
che coinvolgono il sistema nervoso a livello
neuro-motorio, neuro-pscologico e a livello delle
funzioni corticali superiori.
A livello neuro-motorio con baricentro stabile
rispetto al cavallo ed instabile rispetto al
terreno, si realizza un'azione naturale di
"stetching" e di "teeping"
che agisce, se correttamente modulata,
sull'allineamento posturale, sulle reazioni di
equilibrio e di raddrizzamento, sulle reazioni
globali tonico-fasiche e sui movimenti reciproci
di flesso-estensione.
A livello neuro-psicologico è possibile, sfruttando
le azioni cavallo ed il comportamento
intenzionale del bambino, attivare più
adeguatamente reazioni di orientamento, migliori
tempi di reazione e di attenzione, potenziare
l'abilità esecutiva e la discriminazione
spaziale (direzione, distanza, sequenzialità,
allineamento, lateralità).
A livello delle funzioni
corticali superiori è possibile ipotizzare un
miglioramento sui livelli di attenzione, di
estroversione, di vigilanza, di timismo, di
aggressività e di espressività.
Uno
studio catamnestico è stato
effettuato dall'équipe tecnico-scientifica
dell'A.N.I.R.E., attraverso un "set up"
di valutazione neuromotoria, psicologica e
comportamentale comprendente una scala di
valutazione neuromotoria, l'analisi dei tempi di
attenzione, l'applicazione dei test dei Labirinti
e mediante colloqui con i genitori in 100
soggetti portatori di handicap.
Si
è evidenziato:
Un miglioramento
neuro-motorio sull'allineamento, sul controllo
delle sinergie globali, sui fenomeni di
controreazione e sull'equilibrio statico e
dinamico.
A livello
neuro-psicologico: aumento dei tempi di attenzione,
una migliore capacità di orientamento e di
organizzazione spaziale, una maggiore capacità
esecutiva.
Si segnala inoltre un miglioramento
della capacità espressiva ed una maggiore
canalizzazione dell'aggressività.
Si
può ritenere:
in
base all'analisi dei dati a nostra disposizione
che, rispetto alla recuperabilità del danno
primario, la tecnica rieducativa in esame è del
tutto comparabile alle tecniche rieducative più
tradizionali.
In
positivo
Si
è evidenziata una maggiore disponibilità del
soggetto al trattamento ed una più adeguata
interrelazione fra soggetto e famiglia con la
scoperta di capacità non valutate in precedenza.
E' da tenere presente, infatti, che la famiglia
del soggetto portatore di handicap è spesso
strutturata come un contesto rigido
iperprotettivo e talvolta squalificante che tende
ad evidenziare la fragilità della struttura
della personalità del soggetto coinvolgendolo in
comportamenti stereotipati spesso non idonei alle
reali potenzialità di sviluppo.
La verifica di insospettate capacità positive
ottenibili attraverso l'uso del cavallo
(determinazione, coraggio, controllo emotivo,
espressività) da la possibilità al nucleo
familiare di ipotizzare una relazione più
adeguata ridefinendo il rapporto di relazione tra
genitori e figlio.
Si viene ad interrompere in tal modo uno dei più
tipici "feedback" negativi che
coinvolge il soggetto portatore di handicap
inducendo una riduzione dei processi di
auto-emarginazione e potenziando i livelli di
partecipazione.
La T.M.C. ha un ruolo
fondamentale nel processo di
"normalizzazione" poiché, sfruttando
movimenti di partecipazione ludici e sportivi,
può contribuire ad un più armonico sfruttamento
delle residue potenzialità e ad una più
definita strutturazione della personalità del
soggetto.
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"La terapia con il mezzo del cavallo
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